<BGSOUND SRC="http://traccedifate.altervista.org/Track%2001.%20And%20Winter%20Came%20(Album)%20.mp3" AUTOSTART="TRUE" LOOP="TRUE" CONTROLLER="TRUE" WIDTH="0" HEIGHT="0" ALIGN="CENTER" PLAYCOUNT="10"> calendario celtico | La grotta delle fate
lunedì, 13 ottobre 2008

Mabon: equinozio d'autunno

Mabon

L’Equinozio d’Autunno viene chiamato nella tradizione druidica Alban Elfed o Mabon (Autunno, o Elued, Luce dell’Acqua).
Esso rappresenta la seconda festività del raccolto, segnando la fine della mietitura, così come Lughnasad ne aveva segnato l’inizio. Ancora una volta il giorno e la notte sono in perfetto equilibrio, come lo erano all’Equinozio di Primavera, ma ben presto le notti cresceranno fino ad essere più lunghe dei giorni, e l’inverno sarà di nuovo tra di noi. L’equilibrio è più intenso in questo momento rispetto alla primavera, e questa è spesso la più tranquilla tra le feste.  Il raccolto è completato; è un momento di accettazione di tutto ciò che abbiamo e di ciò che ci manca, un momento di riflessione su ciò che abbiamo realizzato. E’ forte l’elemento acqua, il flusso e riflusso delle maree. E’ un momento per scambiarsi doni di abbondanza e forza. Alban Elued, è posto ad Occidente, quando l’energia si avvia ad essere piuttosto favorevole al raccoglimento, al tranquillo raccolto delle esperienze dell’estate.
In molti Boschi (congreghe druidiche) è consueto benedire e condividere cibi e bevande in tutti i riti festivi. Spesso si tratta di una grande pagnotta rotonda fatta inc asa e di idromele (oppure sidro, vino o birra) fatto passare in un cerchio dentro un corno per bere.

[Philipp Carr Gomm ed Emma Restall Orr]

Come festeggiare Mabon


Oltre ad allestire un banchetto, un buon modo per festeggiare è quello di passare qualche ora tra la natura, magari portando del cibo agli uccelli o donando del fertilizzante alle piante.
Un’ottima scelta è anche quella di concedersi una bella passeggiata o un momento per meditare, magari in un parco.
In alternativa si può scegliere di preparare un dolce o del pane (sostituibile con la focaccia) da offrire agli amici e alla natura.
Per una merenda diversa si può scavare una mela e farcirla con crema pasticcera.
La mela è un simbolo importante di Mabon. Se ne tagliate una a metà, in senso orizzontale, scoprirete che i semini al suo interno formano un pentacolo,simbolo di vita e di speranza, oltre che di protezione.

Simboli

- Gli incensi indicati sono: la mirra, la salvia, il benzoino, l’ibisco e i petali di rose.
- I colori da usare per addobbare la tavola sono l’arancio, il color oro, il marrone ed il bordeaux.
- I cibi da preferire sono, tutti i frutti autunnali, focacce e schiacciate, le noci, carote, cipolle, patate, e ovviamente granturco e vino.
- Per chi ama i cristalli, in questo giorno sono indicati particolarmente l’ametista, il cristallo di rocca e l’avventurina.
- I simboli sono le foglie secche, le pigne, il vino, la ruota dell’anno e la mela.

fonti: http://www.girlpower.it/ ;   http://guide.supereva.it

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mercoledì, 30 luglio 2008

LuGhNaSaD

Lughnasad

E' in arrivo la festa di Lughnasad, quest'anno vi propongo di festeggiarla con una gustosa ricettina delle fate.I cibi per Lughnasad includono pane, more e tutti i frutti di bosco, mele selvatiche, tutti i tipi di cereali, ed i prodotti che maturano in stagione.

Dolce della Fata

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domenica, 23 marzo 2008

OsTaRa: E' pRiMaVeRa, SvEgLiAtEvi FaTiNe!

ostara

E' la magia del nuovo inizio, nel meraviglioso equilibrio di luce e buio dell'Equinozio di Primavera  Siamo al Mattino del Mondo, nella luce crescente e chiara che rende i giorni del buio un ricordo che inizia ad annebbiarsi.

Nell'equilibrio, nell'armonia di luce e buio, luna e sole, maschile e femminile, ci viene incontro un mondo nuovo, ricco di promesse, di fertilità, di apertura, di possibilità e colori. La Primavera, stagione di espansione, di creatività e di danza gioiosa.

La natura ci viene incontro nella grazia e nella vitalità della sua fanciullezza e tradizionalmente le feste legate all'equinozio celebravano dee fanciulle come Persefone-Kore, dea greca dal duplice volto di fanciulla e regina degli inferi.

E dunque l'Equinozio è anche il momento dell'incontro della Dea e del Dio fanciulli e della loro danza. E' infatti per tutti il momento in cui si esce dall'interiorità del lungo inverno e avviene il primo incontro con l'Altro, con l'avventura e la magia della scoperta di ciò che non è noi, con l'innamoramento e la trasformazione.
E' il primo incrociarsi degli sguardi, il sorriso che scaturisce, la luce di quello che è già un nuovo mondo.

E’ il momento adatto per aprirsi ai sentimenti e viverli nella loro totalità, per rinascere con la Natura e fondersi con la Madre Terra, celebrarla e gioire della Vita che sboccia e si manifesta in tutte le sue forme.

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Se vogliamo celebrare l'Equinozio, possiamo farlo con semplici azioni, ricordando che la Primavera ci porta verso il mondo e l'azione concreta in esso. Possiamo ad esempio, in sintonia con l’energia di Oestara:

  • Svuotare i cassetti, eliminando tutto ciò che non serve e che fa ristagnare l’energia nella stanza.
  • Camminare nella natura per riconoscere i cambiamenti della Terra mentre si risveglia.
  • Circondarsi di fiori per ricordare la nostra appartenenza alla natura.
  • Stendere sulla tavola una tovaglia verde e candele color pastello.
  • Piantare dei semi in giardino o nei vasi: prendersi l’impegno di crescere le piantine con amore.
  • Aprire le finestre all’aria di primavera.
  • Imparare a creare qualcosa con le mani.
  • Fare un cerchio di arance che rappresentino il sole, pensando a tutto quello che il sole ci dona.
  • Dipingere delle uova con i simboli del sole e della luna o con delle qualità e di seguito mangiarle per incorporare l’energia del simbolo. Queste uova sono “semi spirituali” che vengono piantati al nostro interno e che germoglieranno durante l’anno.
  • Meditare sull’immagine dei semi.
  • Meditare sugli inizi, sull’aria, sull’alba.
  • Regalare alla Terra del miele, un cristallo o una monetina.
  • Comprare un libro su una materia completamente nuova che ci affascina e leggerlo.
  • Fare qualcosa di nuovo, di mai fatto prima …
  • Aspettare l’alba davanti ad un piccolo falò con amici.

    fonte:
    www.cerchiodellaluna.it

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venerdì, 21 settembre 2007

BuOn MaBoN

 Mabon

Mabon è uno degli otto sabbat che si celebra oggi,  nell' equinozio d'autunno ( 21 settembre nell'emisfero Nord, 21 marzo in quello Sud). La festività è una festa di ringraziamento per i frutti della terra e sottolinea la necessità di dividerli con gli altri  per assicurarsi la benedizione del Dio e della Dea durante i mesi invernali.

Vi auguro un dolcissimo week end amiche mie

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mercoledì, 01 agosto 2007

LuGhNaSaH

Lughnasadh_by_GothicLitIreland

Lughnasadh (o anche Lammas o Lughnasa) è uno degli otto sabbat  celebrato il primo agosto , il primo dei tre che celebra il raccolto autunnale  La festa ricorda il sacrificio del Dio (sotto forma di grano): nel suo ciclo di morte (per dare nutrimento alla popolazione) e rinascita, il grano veniva identificato come uno degli aspetti del dio Sole, che i Gaelici chiamavano Lugh.

Lughnasadh significa “commemorazione di Lugh”, antico Dio celtico solare della luce, del raccolto, “il molto abile”, il protettore degli artigiani, da molti accostato per funzioni alla Dea Brighid,  della quale sarebbe la controparte maschile.

Le origini mitologiche di questa festa sono però molto profonde  e risalgono al periodo neolitico.
A livello simbolico,  il grano che viene mietuto e rilascia i semi per il futuro raccolto,  rappresenta quindi il sacrificio di morte e rinascita del principio divino della natura nel ciclo annuale,  così come il sole che raggiunto il suo culmine si prepara a declinare.  Tutte le erbe, tutti i cereali ( grano, frumento, miglio, riso, avena ecc... ), le verdure, la frutta matura, sono sacri in questo giorno di Lughnasadh.


In questo giorno si festeggia la Grande Madre che ci dona i frutti del suo grembo e il Dio che, proprio oggi, compie l'estremo sacrificio.
E' questo infatti il periodo in cui la notte domina sul giorno. Le giornate iniziano ad accorciarsi e la notte gli rosicchia lentamente lo spazio. ( la morte del Dio ) ma questo non deve essere motivo di tristezza. Tutto fa parte di un disegno prestabilito e la ruota, perchè continui a mantenere l'equilibrio, deve continuamente girare.
Il seme del Dio vive nel grembo della Madre che si trova nel periodo della sua massima abbondanza e i frutti del suo lavoro li vediamo ovunque.
Il nostro compito è di riunirci per raccogliere queste ricchezze, meditare sul ciclo di morte-vita-rinascita, e festeggiare.
E' anche un momento di preparazione per il futuro, un momento di riflessione, rivolto all'imminente autunno.
L'anno si trova ora nel punto del suo culmine rigoglioso ma è anche l'inizio del del suo lento processo di declino.
Il sacrificio comunque è visto come trasformazione.

PRATICHE

Nei giorni di questa triplice festa sarebbe ideale usare tovaglie o tavaglioli di color giallo o arancione ed accendere candele dello stesso colore, ponendo spighe di grano, pannocchie, cestini di frutta e verdura sulle nostre tavole.

E' propiziatorio di buona fortuna mangiare il pane della festa confezionato da noi stessi con pasta di pane (reperibile anche già pronta in panetteria) impastata con un cucchiaio o due di erbe fresche: il basilico, l'origano, l'aneto, il prezzemolo, l'erba cipollina.

La festa deve essere allietata da banchetti, corse di cavalli, esibizioni di musicanti e recite di poeti e cantori come avveniva in passato

Si brucia incenso puro sui carboncini unendovi petali di girasole o valeriana.

lugh

- Fonti: www.wikipedia.it , http://www.bethelux.it/ , http://www.ynis-afallach-tuath.com/ -

 

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giovedì, 26 luglio 2007

CaLeNdAriO CeLtiCo

 

calendario

I popoli antichi del Nord Europa avevano una concezione del tempo ben differente dalla nostra: il tempo era ciclico e si snodava in spirali. Quindi passato, presente e futuro non si susseguivano in linea retta, ma tornavano ciclicamente ad intersecarsi. Questi popoli vivevano in stretto contatto con la natura e ne osservavano i cicli: dopo l'inverno tornava sempre la primavera, il seme diveniva fiore, poi frutto e nuovamente seme. Lo stesso valeva per i cicli astronomici lunari e solari.

I Celti, come la maggior parte delle popolazioni nord europee,seguivano un calendario luni-solare. Riconoscevano due stagioni, estate e inverno, e 4 festival principali, legati al ciclo agricolo-pastorale.

L'anno iniziava a SAMHAIN, ai primi di novembre, per questo ora lo si conosce come capodanno celtico.Questa data segna l'inizo dell'inverno, la metà oscura e fredda dell'anno, la stagione della dea Keredwen, la vecchia saggia.

Si arriva a IMBOLC, l'odierna Candelora, ai primi di Febbraio. E' una festa pastorale, infatti in questo periodo nascono gli agnelli, Si avevano finalmente, dopo la dura stagione invernale, latte e formaggi. Si celebrava il ritorno della luce e della vita. La festa era dedicata alla dea Brighis, dea solare del fuoco.

Si ha poi BELTANE, ai primi di maggio. Questa festa segna l'inizio dell'estate e della metà luminosa dell'anno. Festa pastorale il cui tema dominante è la rinascita e la fertilità della natura. E' dedicata al dio Belenos, dio solare celtico.

Infine giunge LUGHNASADH, ai primi di agosto. E' una festa agricola in cui si celebra il raccolto dei cereali. Prende il nome da Lugh, dio protettore degli artigiani.

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Mito del ciclo annuale

Al solstizio d'inverno la Grande Madre partorisce il giovane Dio Sole, che cresce fino ad Imbolc, mentre la madre si riprende dalle fatiche del parto.

Nell'equinozio della primavera, egli incontra un altro archetipo della dea, la giovane fanciulla con la quale si unisce a Beltane assicurando cosi fertilità e vita alla natura.

Nel solstizio d'estate raggiunge la sua massima forza e massimo vigore e si prepara a declinare.

A Lughnasadh viene infatti sacrificato per pertare nuova vita al mondo. Si trsforma così, nel vecchio saggio che regna nell' Altromondo. La dea appare nel suo aspetto oscuro,la saggia signora di morte e rinascita. Colei che custodisce nel suo grembo i semi che fioriranno quando da Cailleach diverrà Splendida Fanciulla dal viso di fiori.

Madre_natura

-Tratto da http://www.ynis-afallach-tuath.com/-

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giovedì, 21 giugno 2007

LiThiA: solstizio d'estate

LithaI

21/24 giugno, Solstizio d’Estate:

Questo è il giorno più lungo dell’anno, perchè il sole culmina allo zenith, cioè si trova nel punto più alto della volta celeste.

summer_solstice

Nel Nord Europa la festa si celebra il 21 giugno e in tutte le campagne del Nord Europa l'attesa del sorgere del sole è propiziata dai falò accesi sulle colline e sui monti, dato che da sempre, con il fuoco, si mettono in fuga le tenebre e con esse gli spiriti maligni, le streghe e i demoni vaganti nel cielo. Attorno ai fuochi si danza e si canta, e nella notte magica sembra avvengano prodigi.

falò 3

ll Solstizio d’Estate rappresenta il giorno di massima potenza del Sole, quando la luce prevale sulle ombre della notte (cio’ corrisponde all’inizio dell’estate astronomica).

E' il periodo  in cui possiamo ricevere il massimo della potenza solare: la mistica forza che unisce cielo e terra è ora più forte.
Questa verità era conosciuta dagli antichi popoli che pare fossero a conoscenza del fatto che le "ley lines", le misteriose linee energetiche che solcano la superficie terrestre aumentano la loro carica energetica tramite la potenza solare. Anche monumenti come menhir, dolmen e cerchi di pietre erano forse focalizzatori
artificiali del sistema energetico terrestre.
I cristalli possono essere potentemente caricati al solstizio e siccome il granito dei megaliti di Stonehenge contiene una grande quantità di quarzo, questo cerchio si attiva al Solstizio, generando un forte campo energetico. Non a caso la cerimonia del Solstizio d'Estate è la festa più elaborata e più famosa compiuta dai moderni ordini druidici

stonehenge_sun-800

 La leggenda narra che moltissime piante raccolte in queste notti abbiano poteri quasi miracolosi.

Si raccolgono piante aromatiche da bruciare sui falò solstiziali, piante che danno poco fumo e hanno un buon aroma, come timo, ruta, maggiorana.

Il vischio è una pianta solstiziale molto importante nella tradizione celtica: secondo lo scrittore romano Plinio gli antichi Druidi raccoglievano questa pianta con un falcetto d'oro, strumento che univa la forma lunare al metallo solare. I rami di vischio al Solstizio d'Estate assumono un aspetto dorato, il famoso Ramo d'Oro dei miti.

vischio dorato

Il sambuco tagliato la vigilia del Solstizio, sanguina nelle leggende britanniche.

SAMBUCO

Il seme di felce permetteva di trovare tesori nascosti, mentre il leggendario fiore di felce  rendeva invisibili i suoi fortunati raccoglitori.

felce

In tutti i paesi europei si raccolgono erbe ritenendole impregnate di miracolose virtù: la verbena porta prosperità, mentre l'artemisia sacra ad Artemide sorella di Apollo, protegge dal malocchio.

Si riteneva in particolare che l'energia solare si raccogliesse in fiori come la calendula o l'iperico, la miracolosa "erba di San Giovanni".

iperico

L'iperico raccolto a mezzogiorno del solstizio era capace di guarire molte malattie, mentre le radici raccolte a mezzanotte cacciavano via gli spiriti maligni.  Era appeso sulle porte per proteggere le abitazioni dagli spiriti malvagi, e il suo nome greco hyperikon significa appunto "proteggere" o "sconfiggere un'apparizione".

Possiamo raccogliere le erbe del solstizio e conservarle come portafortuna.

La tradizione vuole chesi lancino 9 tipi di erbe nel fuoco di Litha. E sono: Iperico, Ruta, Verbena, Vischio, Lavanda, Timo, Finocchio, Piantaggine e Artemisia.

La leggenda e il ciclo celtico della Lithia

La Dea che, nel suo aspetto di Fanciulla, ha incontrato il giovane Dio a Beltane, adesso è Madre, incinta, come la Terra gravida del prossimo raccolto. Lei è la Terra fertile; lui è l'energia, il calore che la nutre e da loro nascerà la nuova vita.  Litha è il passaggio alla stagione della prosperità e del raccolto di ciò che è stato seminato nella nostra vita. Che si tratti di benessere materiale o di raccolto spirituale è la festa dell’abbondanza e della prosperità.  E' un momento adatto per concludere e portare a compimento quello che stiamo realizzando. Ed è anche tempo di gioia e di divertimento. Come celebriamo la crescita delle messi così festeggiamo la nostra crescita interiore

dreamsgirlrb

-tratto da www.ilcerchiodellaluna.it-

Questa è una delle serate magiche per poter incontrare le fate!!! Occhi aperti e cuore puro sono essenziali...

aneesh lithia

 

 

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